Laboratorio Sicurezza Scuole Geniali con la Polizia Stradale

Dalle regole della circolazione che proteggono tutti ai pericoli dello smartphone, un laboratorio tra filmati, esempi concreti e confronto diretto con la Polizia Stradale. Protagoniste le classi 2E e 2G della Scuola Bellini di Mestre

Un gruppo di studenti ascolta una presentazione in una sala moderna. Due relatori, uno dei quali è un membro della Polizia Stradale, discutono di un tema legato alla sicurezza, mentre un altro uomo è seduto a un tavolo con un computer. Sullo sfondo c'è uno schermo con un'immagine.

M9Meet Mestre, 15 ottobre 2026 – Perché dobbiamo rispettare un semaforo rosso? Che cosa succede quando qualcuno si distrae alla guida? E perché le regole, spesso considerate dai ragazzi come limitazioni, rappresentano invece uno strumento indispensabile per vivere insieme e proteggere le persone?

Sono alcune delle domande affrontate durante il laboratorio di sicurezza stradale di Scuole Geniali 2026, organizzato giovedì 15 ottobre presso M9Meet – Museo del ‘900 di Mestre, con la partecipazione della Polizia Stradale di Venezia.

Un presentatore in un abito chiaro parla di fronte a uno schermo che mostra informazioni sulla sicurezza stradale e l'ingegneria, con un laboratorio in primo piano.

L’iniziativa rientra nel progetto educativo “Scuole Geniali 2026 – Sicurezza Educazione Ingegneria”, promosso da INAIL Veneto e Ordine Ingegneri Venezia, con il supporto operativo della Fondazione Ingegneri Veneziani e la collaborazione dei partner Veneto Strade, BCC Veneta, Fondazione Archivio Vittorio Cini, Edison, AI Progetti e Planum. Patrocinio del Consiglio Nazionale degli Ingegneri e di Le Città in Festa, con l’obiettivo di diffondere tra le giovani generazioni una cultura della prevenzione fondata sulla conoscenza, sulla responsabilità e sull’esperienza diretta.

Protagonisti gli studenti delle classi 2E e 2G della scuola secondaria Bellin dell’Istituto Comprensivo Lazzaro Spallanzani di Mestre, accompagnati dalla Vicepreside Chiara Occhilupo e i docenti Francesca Agostini, Maria Busulini, Grazia Maria Corsaro e Michela Mattiazzi. I ragazzi sono stati coinvolti in un’esperienza educativa che ha alternato spiegazioni, filmati, esempi della vita quotidiana e confronto diretto con gli operatori.

Incontro educativo con la Polizia Stradale, presentazione sul tema della sicurezza stradale per un gruppo di studenti.

A condurre l’incontro sono stati il soprintendente Federico Sabbadin e l’ispettore Mirco Ferri della Polizia Stradale di Venezia. È intervenuto anche l’ingegner Andrea Biston, coordinatore uscente della Commissione Giovani dell’Ordine Ingegneri Venezia. Il laboratorio, al quale ha contribuito l’ingegner Cristiano Invaso, presidente dell’associazione PASAV, è stato coordinato da Vittorio Baroni nell’ambito del progetto Scuole Geniali 2026 – Sicurezza Educazione Ingegneria. Al laboratorio hanno fatto gradita visita gli agenti della Polizia Locale del Comune di Venezia.

Uomo con giacca scura e camicia bianca che parla al microfono durante una conferenza, con un computer portatile e una bottiglia d'acqua sul tavolo.

La mattinata si è conclusa con un momento insieme agli operatori della Polizia Stradale e agli studenti, documentato dalla fotografia di gruppo della copertina accanto a un’autovettura di servizio. Un’occasione per avvicinare i ragazzi alle istituzioni attraverso il dialogo e la partecipazione, rendendo la sicurezza un argomento concreto e vicino alla loro esperienza.

LA STRADA È DI TUTTI

Il primo messaggio ha riguardato la convivenza tra le persone. A casa, a scuola e durante le attività sportive incontriamo gruppi relativamente piccoli, mentre ogni giorno sulle strade incrociamo centinaia, talvolta migliaia di persone delle quali conosciamo poco o nulla.

Pedoni, ciclisti, motociclisti, automobilisti e conducenti di mezzi pesanti condividono gli stessi spazi. Ognuno ha esigenze differenti, ma tutti devono poter circolare in sicurezza. Gli agenti hanno spiegato come le regole del Codice della Strada permettano di rendere prevedibili i comportamenti, ridurre i rischi e tutelare soprattutto gli utenti più vulnerabili.

Un semaforo rosso, un attraversamento pedonale o un limite di velocità assumono così un significato diverso. Sono strumenti pensati per proteggere la vita, prima ancora che prescrizioni da rispettare.

UNA DIVISA PER AIUTARE

Particolarmente coinvolgente il confronto sul ruolo delle forze dell’ordine. Partendo dalle conoscenze degli studenti, il soprintendente Sabbadin e l’ispettore Ferri hanno illustrato le diverse specialità della Polizia di Stato, soffermandosi sui compiti della Polizia Stradale e sull’importanza della presenza degli agenti nei luoghi pubblici.

Due agenti della polizia in uniforme si rivolgono a un gruppo di giovani in una sala, mentre un banner della Polizia Stradale è visibile sullo sfondo.

La divisa è stata presentata come un elemento di riconoscibilità, che permette anche ai più giovani di individuare rapidamente una persona alla quale rivolgersi quando si trovano in difficoltà. Un messaggio che ha superato l’immagine della Polizia associata esclusivamente ai controlli e alle sanzioni, valorizzandone la funzione di assistenza e protezione dei cittadini.

CAMBIARE PUNTO DI VISTA

Un altro momento del laboratorio ha invitato gli studenti a riflettere sul modo in cui osserviamo la realtà. Attraverso semplici esempi visivi e domande rivolte alla classe, i formatori hanno mostrato come una stessa situazione possa essere interpretata in maniera differente da persone diverse. Da qui il richiamo all’ascolto, al confronto e al rispetto delle opinioni altrui.

Un principio valido nella circolazione stradale, dove occorre prevedere anche i comportamenti degli altri, ma altrettanto importante nelle relazioni personali, a scuola e nella vita quotidiana.

SMARTPHONE E DISTRAZIONE

Ampio spazio è stato dedicato alla tecnologia e ai rischi legati a un utilizzo poco consapevole dello smartphone. Gli agenti hanno invitato i ragazzi a riflettere sulla differenza tra utilizzare uno strumento digitale e lasciarsi condizionare dalle sue continue sollecitazioni.

Un agente di polizia sta presentando davanti a un gruppo di giovani, con un video proiettato su uno schermo. Gli studenti siedono in modo attento mentre ascoltano la presentazione all'interno di una sala.

Il tema ha riguardato la concentrazione, le relazioni personali e soprattutto la sicurezza stradale, dove anche pochi istanti di distrazione possono provocare conseguenze gravissime. Attraverso un servizio giornalistico dedicato a un incidente che aveva coinvolto uno scuolabus, gli studenti hanno potuto osservare quanto possa essere pericoloso distogliere l’attenzione dalla guida.

Le immagini e il racconto dell’accaduto hanno trasformato un concetto apparentemente semplice in una riflessione concreta sulla responsabilità individuale.

IL RISPETTO ANCHE ONLINE

Dal comportamento sulla strada il confronto si è allargato al rispetto delle persone nell’ambiente digitale. Gli operatori hanno proposto alcuni esempi legati alla diffusione di fotografie e immagini attraverso chat e social network, mostrando come uno scherzo possa trasformarsi in una situazione umiliante per chi lo subisce.

Una fotografia condivisa senza riflettere può raggiungere rapidamente molte persone, sfuggendo al controllo di chi l’ha pubblicata. La discussione ha richiamato il valore della libertà personale e il limite rappresentato dai diritti degli altri. Anche questo significa educare alla sicurezza. Imparare a valutare le conseguenze delle proprie azioni, dentro e fuori dalla rete.

IL PENSIERO DI DUE STUDENTESSE DELLA 2G

“Il 15 ottobre 2026, noi alunni delle classi 2G e 2E, accompagnati dalle nostre professoresse, ci siamo recati al Museo M9 per partecipare a un laboratorio sulla Sicurezza Stradale.

L’attività, durata circa due ore, ci ha permesso di comprendere a fondo l’importanza del rispetto delle regole sulla strada. Durante l’incontro abbiamo affrontato diversi argomenti attraverso esempi pratici e la visione di brevi filmati esplicativi.

È stata un’esperienza estremamente ed educativa, ma allo stesso tempo coinvolgente e divertente. Ci ha insegnato l’importanza delle regole e come difenderci dai pericoli stradali.”.

Anita e Sofia

Banner che presenta i promotori e partner del progetto Scuole Geniali 2026, con vari loghi aziendali e un'illustrazione di bambini che apprendono.

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